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Le Minchiate del webMARTER di Novembre 2009

Giovedì 5 Novembre 2009
2 Mega per tutti
Ma la crisi è finita o no? Non ci capisco più una mazza, ieri era alle spalle, oggi è ritornata
Domenica 18 Ottobre 2009:

Roma - Più internet per tutti. Questo lo slogan che sintetizza la nuova proposta del ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta. Nella sua trasmissione radio domenica Brunetta lancia un'idea "copiata" dai Paesi nordici: "Dal 2010 almeno due mega di rete internet per tutti". Una vera rivoluzione in un Paese come l'Italia sempre un po' in ritardo sulla connettività e sulle novità tecnologiche. "Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010" questa la promessa che il ministro fa nel corso della trasmissione radiofonica "Il Brunetta della Domenica". Nei paesi nordici, ha spiegato, chiunque ha a disposizione un mega di banda larga: "Io sto puntando a fare la stessa cosa in Italia, perché solo attraverso una rete Internet efficiente possono passare documenti, certificati" e si può arrivare così a un vero "cambiamento della burocrazia".

C'è un piano "Il piano è già pronto" assicura il ministro. "Ieri ho parlato con il viceministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. È un problema di investimenti, ma manca ormai solo l’ultima spinta. Nell’arco di ottobre-novembre possiamo avere il via libera del Cipe". Secondo Brunetta, servono "800 milioni di euro, non costa nemmeno tanto". Saranno necessari "investimenti pubblici e privati, degli operatori. Il piano è anche uno stimolo economico, perché vuol dire investimenti sulla rete, nuove tecnologie, spesa da parte dei cittadini" che possono essere così "invogliati" a operare maggiormente da casa, anche nei confronti della pubblica amministrazione.


Giovedì 5 Novembre 2009:

Al momento la banda larga e il digital divide non sono le priorità del Governo. A riferirlo è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, interrogato sulla fine degli 800 milioni di Euro previsti per la diffusione di internet broadband.
“C'è un piano per la banda larga e uno stanziamento nel bilancio. Ma è stato concepito prima della crisi e, come su tutti i piani, va fatto ora un momento di riflessione in funzione della diversa scala di priorità che dalla crisi è emersa'', ha dichiarato Letta.
Ciò che in questo momento occupa i pensieri del Governo sono gli ammortizzatori sociali, ma Letta rassicura: “I soldi stanno lì. Se le cose migliorano, usciti dalla crisi, si può riprendere un ordine normale delle priorità e la prima è la banda larga”. Quindi per il “riconoscimento tecnologico” dell’Italia annunciato dal vice Ministro Paolo Romani c’è da aspettare ancora un pò.
(Fonte: BitCity.it)


Ha ragione il Dott. Gianni Letta: le priorità in questo momento di crisi sono altre. D'accordissimo

Però io sinceramente non ci sto capendo più un cazzo: il nostro amato Presidente Cattolico Liberale Anticomunista Utilizzatore Finale Processabile Silvio Berlusconi dice che la crisi è ormai alle spalle; il Suo sottosegretario dice che siamo in un periodo di crisi; il Superlavoratore Brunetta promette 2 Mega per tutti; il Sottosegretario del Suo Presidente gli sega subito le gambe ...

Ma non è che ci stanno pigliando un pò tutti per il culo ?

L'IMPORTANTE E' LA SALUTE !!!!!!!!
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scritto dal webMARTER alle 19.36.26     Di La Tua

Venerdì 20 Novembre 2009
Mancano i Danè ..
Le imprese soffocano e gli enti pubblici che non pagano i lavori ordinati e consegnati
Vicenza 17 novembre 2009

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria torna alla carica sulle pubbliche amministrazioni.

“Le imprese soffocano per la crisi - ha detto- e non arriva ossigeno da chi dovrebbe fornirlo, gli enti pubblici che non pagano i lavori ordinati e consegnati”.

Una situazione denunciata da tempo ma che continua a peggiorare, dal momento che ai crediti non riscossi della pubblica amministrazione, pari a circa 70 miliardi di euro, si aggiungono ora i mancati pagamenti da parte di Comuni grandi e piccoli.

Il rischio è quello di portare al fallimento numerose imprese e aumentare il bacino di disoccupati e lavoratori precari.

Secondo la Marcegaglia la situazione, particolarmente grave nel nordest ha subito un netto peggioramento nel mese di settembre, un fatto drammatico che si inserisce in una situazione di crisi dove gli ordini sono pochi e c'é già una restrizione del credito da parte delle banche.

L'unico modo per invertire la rotta è investire nella ricerca e l'innovazione.

Il presidente di Confindustria ha ricordato che l'Italia non può competere sui costi con la Cina e con i Paesi dell'est ma possiamo farlo nel mondo se abbiamo prodotti con maggiore valore aggiunto e tanti contenuti di innovazione e tecnologia.

"Il Made in Italy è fatto di questo: se vogliamo mantenere la forza della nostra impresa dobbiamo investire in ricerca. Siamo contrari ai tagli e stiamo chiedendo con forza che anche il tema del credito d'imposta per la ricerca che oggi ha un tetto venga assolutamente rivisto perché se ci sono tante imprese che hanno deciso di investire pensando di poter far conto su questo strumento, trovarlo non utilizzabile è un fatto molto negativo".
(Fonte: )


Per forza gli enti pubblici non pagano i lavori:

GHè PU' MINGA DE DANè


... cume i disen a Milan !!!!!!

Ma niente paura, il nostro amato Presidente Cattolico Liberale Anticomunista Utilizzatore Finale Processabile (chissà per quanto ancora) Silvio Berlusconi ci dice che la crisi è alle spalle ...

MENO MALE CHE SILVIO C'E'
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scritto dal webMARTER alle 18.25.05     Di La Tua

Lunedì 23 Novembre 2009
A Stomaco Vuoto ...
La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata ......
MILANO - «La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia». A sostenerlo è Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma di governo. Certo, aggiunge nel corso di un'intervista al programma web «KlausCondicio», «non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un'attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo». Quella del ministro non è però una dichiarazione di intenti da tradurre in legge. Ed è lui stesso a precisarlo: «Non ho fatto alcuna proposta di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l'ho abolita da vent'anni e lo stesso consiglio alla Camera dei deputati, perchè quella è l'ora in cui si lavora meglio». Ma l'opinione del ministro non sembra essere in linea con quella dei lavoratori italiani: un'indagine pubblicata a fine ottobre metteva in evidenza come gli italiani (la ricerca aveva preso però in considerazione 4.500 lavoratori di sei Paesi europei) stiano in realtà riscoprendo il piacere di pranzare con calma, tenendosi sempre più alla larga da fast food e panini mangiati in piedi.
(Fonte: Corriere.it)


Un casino !!!!! Il Ministro Rotondi ha detto solo una Sua opinione!

Subito ad aggredirlo, se Lui non vuole mangiare saranno pure cazzi Suoi

Però è doveroso sottolineare che a stomaco troppo vuoto, oltre che ha sentirsi 'flosci',

SI SPARANO UNA MAREA DI CAZZATE
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scritto dal webMARTER alle 19.28.21     Di La Tua




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