|
Mercoledì 1 Luglio 2009
|
|
Grande Jacko
|
Cercare di dire le cose come stanno, sia le brutte che le buone, a 360° e senza pregiudizi
|
"Rarissimamente capita che un evento scateni una reazione popolare a livello globale, chiamando in piazza centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo in luoghi lontanissimi uno dall’altro. Non c’è riuscita la protesta in corso in Iran, neppure il colpo di Stato in Honduras, né alcuna delle molte e drammatiche crisi umanitarie in corso (Somalia, Myanmar, Etiopia, Pakistan, Zimbabwe, Sudan…) e nemmeno la situazione economica e finanziaria critica dovunque. A far levare all’unisono le voci di moltissimi individui, sconosciuti l’uno all’altro, è stata la morte di Michael Jackson. La notizia del decesso ha provocato un’isteria di massa: migliaia di fan si sono riversati in pubblico per partecipare a veglie, commemorazioni, ritrovi canori, riversando fiumi di lacrime mentre continuavano a scandire “Michael, Michael, Michael”… Come se fosse morto un loro fratello, un congiunto, l’amico del cuore. Invece è stato soltanto un personaggio di spettacolo, capace di costruire un impero grazie alle sue doti di “animale da palcoscenico”, che nella realtà è stato un uomo insicuro e problematico, agitato da continua instabilità psicologica, dipendente dagli psicofarmaci, finto re di un mondo di cui era diventato letteralmente schiavo. Che gli showmen conducano esistenze ben diverse da quelle delle persone comuni è un dato di fatto, ma nel caso di “Jacko” (questo il nomignolo con cui affettuosamente lo chiamavano i suoi ammiratori) la dicotomia fra vita e palco è stata assoluta. Sembrava esistere soltanto nei panni della maschera di se stesso, sotto i riflettori, con un microfono in mano e di fronte a un pubblico in delirio. Tanto virtuale è stata l’esistenza di Michael Jackson, quanto reali sono le lacrime che abbiamo visto scorrere sui volti dei molti che si sono uniti nel rimpiangerlo. Un vero e proprio paradosso, rafforzato dall’aura di mistero che da subito ha avvolto le circostanze della sua morte, dando origine a una serie di ipotesi più o meno fantasiose. È l’aspetto negativo della tendenza alla mitizzazione che i mezzi di comunicazione producono interessandosi di qualcuno, soprattutto quando se ne può raccontare la vicenda umana attingendo a piene mani ai registri della fiction e del racconto romanzesco. Alcune fra le poche immagini che recentemente sono filtrate dalla spessa cortina che avvolgeva la sua esistenza lo avevano mostrato debole e seduto su una sedia a rotelle, mascherato come sempre contro gli occhi del mondo e impegnato a nascondere anche il volto. Riccardo Muti, commentando la notizia della morte, ha affermato: “È una lezione che ci fa riflettere sulla ricerca della bellezza e della giovinezza a tutti i costi. La sua vita è la dimostrazione che il successo non è necessariamente fonte di felicità”. La morte del cosiddetto “re del pop” fa riflettere."
Sono d'accordo su tutto quello che scrive su Il Cittadino il Sig. Marco, ma con una piccola e personale precisazione
Il Sig. Marco, secondo me, si è dimenticato di dire che Michael Jackson è stato un grande, un grandissimo artista
Con le Sue canzoni ha fatto sognare e ballare tutti, anche mia nonna di 82 anni; vederlo esibirsi sul palco più che un'animale da palco sembrava un'angelo da palco
Chi non ha un bel ricordo 'collegato' ad una canzone di Michael Jackson? Tutti quando andavamo in camporella mettevamo una canzone di Michael Jackson come sottofondo! In discoteca era obbligo (e forse lo è ancora) mettere almeno una canzone di Michael Jackson
Non è per fare lo sborone, ma io l'ho visto dal vivo a Monza nel '92 (se me sbagli nò), ed in questi giorni quando ho rivisto un Suo concerto in Televisone mi è venuta ancora la pelle d'oca
Il regista Steven Spielberg ha detto che Michael Jackson «era una leggenda» «Come non ci saranno mai più altri Fred Astaire o Elvis Presley così non ci sarà mai più qualcuno paragonabile a Michael Jackson - ha detto il regista - Il suo talento, la sua meraviglia e il suo mistero ne facevano una leggenda»
- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -
scritto dal webMARTER alle 21.26.33 —
Di La Tua
|
|