San Colombano al Lambro, 21 luglio 2016 – Accordo tra prefettura e privati per accogliere 98 profughi a San Colombano, il consiglio comunale insorge e il sindaco scrive al prefetto. I gruppi consiliari banini di maggioranza, Rinascita banina e opposizione, “Il borgo che vorrei” rappresentato da Davide Panzetti, il gruppo indipendente Lega Nord di Giuseppina Gazzola e “Si può fare” di Lorenzo Brusati in questi giorni sono piuttosto impegnati. Cercano di fronteggiare quella che ritengono essere una vera e propria emergenza.

Lunedì il prefetto di Milano ha comunicato al sindaco Pasqualino Belloni l’arrivo, possibile già da agosto, di 98 migranti che saranno ospitati in 10 appartamenti liberi, di circa 140 metri quadrati l’uno, di uno stabile in fase di ristrutturazione presente in via Steffenini, pieno centro e appartenente a una società di Agrigento. “Purtroppo questa politica della sinistra di accogliere a braccia aperte senza preclusioni sta raggiungendo tutti i Comuni. Ma dietro c’è solo malaffare – osserva Panzetto – dobbiamo essere uniti per impedire questi arrivi soprattutto per la nostra sicurezza. Priorità ai bisognosi del posto”. Ai dubbi è seguito un sopralluogo nello stabile con ufficio tecnico, polizia locale e carabinieri per verificare i lavori in corso. “Gli stranieri saranno alloggiati nella parte del palazzo non ancora ultimata – prosegue Gazzola – il bando della prefettura è stato vinto da una società che darà i servizi e da una società che fornirà gli spazi. A noi però non risultava che il loco fosse pronto, perché da sistemare, da qui il sopralluogo. Abbiamo visto che per il momento stanno eseguendo manutenzione, pulitura, imbiancatura, cambiamento dei serramenti. Non hanno ancora toccato gli impianti per i quali dovranno presentare all’ufficio tecnico la loro richiesta. Non so quindi se in così poco tempo riusciranno a risolvere tutto”.

E la promessa delle minoranze. “Noi cercheremo di ostacolarli, il sindaco ha già scritto al prefetto. Le forze dell’ordine non possono gestire nuovi rischi, sono ridotte all’osso, per seguire 6000 persone di cui già 500 ad oggi sono extracomunitari”. La protesta punterà sulla destinazione d’uso residenziale del condominio “che in caso di ospitalità sarebbe snaturata offrendo un servizio socio assistenziale” incalza Gazzola. Brusati infine conclude “ci è capitata addosso, stiamo lavorando insieme per scongiurare gli arrivi e siamo sconcertati perché le decisioni piovono dall’alto. Chiederemo al prefetto di Milano di raggiungerci e spiegarle ai banini”.

Fonte: IlGiorno.it